Quelle spiritose di Virginia e Gertrude

Last Updated on 20 Aprile 2021 by CB

The Charleston Bulletin Illustration – British Library

Forse non tutti sanno che Virginia Woolf ha scritto anche un romanzo per bambini, The Widow and The ParrotUna breve favola con happy end sulla fiducia e la gentilezza verso gli  animali. Questo lavoro nasce su commissione ‘familiare’. I suoi nipoti Quentin e Julian Bell, che all’epoca scrivevano un giornale di famiglia, The Charleston Bulletin Supplements, trovarono naturale chiedere un contributo alla zia scrittrice. La storia fu poi illustrata da un discendente dei Bell che si chiamava a sua volta Julian.

The Charleston Bulletin Supplements è diventato un libro speciale, riccamente illustrato: una serie di fogli con vignette e caricature che raffigurano la vita delle famiglie Woolf e Bell, accompagnate da brevi testi scherzosi scritti a mano dai nipotini della scrittrice, e tanti brevi articoli o racconti, un po’ pazzi o giocosi, scritti dalla Woolf. Il giornalino quasi quotidiano fu scritto dall’estate1923 alla primavera 1927 e condiviso con la famiglia durante la colazione. Raccontava le loro piccole vicende nella bellissima casa di campagna di Charleston, nel Sussex, dove i ragazzini vivevano con la famiglia e con zia Virginia, che qui scriveva i suoi romanzi. E proprio a lei nel 1923 Quentin, 13 anni, e Julian, 15 anni chiesero di collaborare alla loro impresa editoriale. Virginia Woolf scrisse anche una favola, The Widow and the Parrot.

Anche la serissima e sperimentale Gertrude Stein si è concessa una piccola storia per l’infanzia, The world is round. Tutto nasce dalla iniziativa, da parte della fondatrice di una nuova casa editrice, nel 1938, di chiedere ad autori affermati opere per l’infanzia. Margaret Wise Brown mandò lettere a Ernest Hemingway, John Steinbeck, e Gertrude Stein. Hemingway e Steinbeck non si mostrarono interessati, ma la Stein sorprese la Brown dicendo che aveva già un testo per bambini quasi finito. E quindi lo pubblicarono. La Stein chiese che le pagine fossero rosa con inchiostro blu. Fu così nella prima edizione, con illustrazioni di Clement Hurd. Anche qui compaiono varianti  della sua celebre frase, Rose is a rose is a rose

Da notare come anche in un testo per bambini la Stein rimanga fedele al suo stile letterario. la sintassi è intricata, la struttura poco ortodossa, ci sono ripetizioni di parole e frasi, e rime dove una parola particolare è usata non tanto per il significato quanto per il suo suono. C’è poca punteggiatura e alcune frasi non anno inizio né fine, o forse l’inizio e la fine coincidono. La storia racconta la lotta della bambina di nove anni Rose per avere un’identità stabile in un mondo tondo instabile. Le circonvoluzioni della narrazione, che si ripiega di continuo su se stessa, in volute e cerchi, rispecchiano questa sua battaglia. Fino che per un attimo si ferma. Nell’evento centrale del libro, Rose scala una montagna incontrando vari ostacoli, ma alla fine raggiunge la cima. Si siede sulla vetta in una sedia blu che ha portato con sé. Sente che dopo tutte le difficoltà lei alla fine è . E’ arrivata, sa chi è. I am Rose – dichiara  – my eyes are blue / I am Rose and who are you / I am Rose and when I sing / I am Rose like anything.

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Ivy Compton-Burnett

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