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L’immagine di Marcel Proust meditabondo a Venezia, meta a lungo desiderata – e plasmata e ricreata con l’immaginazione, sotto l’influenza estetica di John Ruskin. La foto scattata nel 1900 sembra condividere con la città la stessa consistenza  del sogno. Certo hanno un valore inestimabile le pietre veneziane nella cattedrale della Recherche, di cui la città sull’acqua racchiude gli enigmi più profondi; l’esperienza del passo sulle lastre sconnesse del Battistero di San Marco, e le continue mise en abyme tra l’Arte – che rende davvero possibile il viaggio interiore – e la sua vita sentimentale, e la conoscenza del Tempo. 

Ma l’amore per Albertine e per Venezia sono antagonisti.  Solo dopo la morte di Albertine – reclusa dal Narratore per gelosia – il viaggio si farà, insieme alla madre. Non potevo neanche andare a Venezia dove, quando mi fossi coricato, sarei stato troppo torturato dal timore delle proposte che avrebbe potuto farle il gondoliere, il personale dell’albergo, le veneziane. Finalmente Proust raggiunge Venezia nel maggio del 1900, e Ruskin sarà la loro guida, come la colonna di fuoco che precedeva la marcia degli Ebrei. 

Quando andai a Venezia 

scoprii che il mio sogno 

era diventato

– incredibilmente ma semplicemente – il mio indirizzo!

Ivy Compton-Burnett

Ivy Compton-Burnett

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